Il 23 e 24 marzo ho partecipato come relatrice alla prima edizione della Tricoyoung Academy, il progetto formativo nato dalla collaborazione tra Tricoprince e le sedi territoriali di ABF (Azienda Bergamasca Formazione). Di fronte a me avevo i professionisti di domani: gli studenti delle classi terze dell’indirizzo “Operatore del Benessere – Acconciatura”.
Il mio compito era affrontare il tema del marketing e della comunicazione per il salone, ma ho scelto di spostare il focus su un concetto strategico e spesso frainteso quando ci si rivolge alle nuove generazioni: il personal branding.
Oltre i social network: il vero significato di Personal Branding
Quando si progetta un modulo di comunicazione per i giovani, la tendenza comune è quella di limitarsi all’uso degli strumenti. Ci si concentra su come impostare un profilo Instagram aziendale, su come strutturare una pagina LinkedIn o su quali video girare per attirare l’attenzione online.
I social network, tuttavia, sono solo un amplificatore. Se non c’è un messaggio solido alla base, la tecnica digitale perde di efficacia. Il vero personal branding non coincide con la semplice gestione di una vetrina virtuale, ma rappresenta la costruzione e la consapevolezza della propria identità professionale. Significa definire chi si è, quale valore si porta e, soprattutto, come ci si relaziona con gli altri.
Rendersi indispensabili: la sfida per i giovani acconciatori
Durante l’incontro con i ragazzi di ABF, ho chiesto loro di riflettere su una dinamica precisa e molto concreta: come fa un giovane studente, al suo primo ingresso in un salone in veste di stagista, a farsi notare e a rendersi indispensabile?
La risposta non risiede nella capacità immediata di eseguire una tecnica di schiaritura impeccabile – competenza che richiede anni di pratica e che consolideranno nel tempo – ma nell’attitudine personale. Il personal branding di un giovane apprendista si costruisce attraverso:
- L’ascolto attivo e l’empatia: la capacità di leggere le esigenze del cliente e del titolare del salone.
- La proattività: l’iniziativa nell’anticipare i bisogni del team e nel mantenere l’ambiente di lavoro efficiente.
- L’affidabilità: la coerenza nel comportamento quotidiano, la puntualità e la cura della propria immagine professionale.
- La comunicazione verbale e non verbale: il modo in cui ci si presenta, si sorride e si accoglie chi entra dalla porta.
Questi elementi compongono il marchio personale di un professionista. Sono queste le caratteristiche che spingono il titolare di un salone a voler confermare uno stagista e a investire sulla sua crescita tecnica.
Investire sul capitale umano con Tricoprince e ABF
L’iniziativa promossa da Tricoprince e ABF dimostra una visione lucida del mercato attuale. Fornire competenze puramente manuali oggi non è più sufficiente. Inserire un modulo di personal branding all’interno di un percorso come la Tricoyoung Academy significa fornire ai futuri acconciatori gli strumenti per riconoscere il proprio valore e comunicarlo correttamente, sia online che, prima di tutto, offline.
L’intelligenza artificiale e l’automazione possono ottimizzare i processi gestionali di un salone, ma la relazione umana, la fiducia e il posizionamento personale restano competenze insostituibili. Insegnare ai giovani a coltivare questi aspetti è il primo passo per formare professionisti consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del settore.



